Medicina NaturaleLa collagenopatia carenziale

La collagenopatia carenziale

Attorno alla metà del secolo scorso negli Stati Uniti si diffonde, trasformandosi in una vera e propria moda, l’impiego della gelatina, sinonimo di collagene idrolizzato, contro la fragilità delle unghie. Nessuno allora sapeva come e perché funzionasse, ma chi la usava ne constatava l’efficacia e ne diffondeva la notizia. Le unghie sono appendici della cute, esattamente come lo sono i capelli.

Da qui l’idea che il collagene idrolizzato potesse funzionare anche contro la calvizie. Sperimentato nell’animale da laboratorio e nell’uomo, il collagene idrolizzato ha fornito risultati positivi. La linea di ricerca, che nei decenni successivi sarebbe culminata nel “rimedio diverso, efficace e sicuro” menzionato nel titolo, si diparte da queste due osservazioni.

La tappa successiva ha riguardato la cute, della quale unghie e i capelli costituiscono una propaggine. I risultati sono stati nuovamente positivi in una gamma di affezioni comprendenti le rughe e le ulcere distrofiche. Per inciso, per non appesantire questa trattazione, d’ora in poi si fa riferimento non ai singoli articoli, ma a rassegne reperibili sul WEB, attraverso le quali il lettore potrà risalire ai dati originali.

L’impiego topico del collagene idrolizzato ne ha evidenziato l’effetto barriera, consistente in un manto protettivo che, esaurito questo ruolo, si disgrega esercitando un effetto nutrizionale. A chi ha letto l’Eneide, questo effetto ricorda le pizze che Enea scoprì sbarcando a Lavinio. Prima servivano da contenitore del cibo, poi venivano mangiate, lasciando il desco pulito.

Questa barriera biologica si è dimostrata più resistente di un foglio metallico di pari spessore. Per quanto riguarda l’azione nutrizionale, essa è riconducibile agli aminoacidi e ai peptidi rilasciati dal collagene idrolizzato, che penetrano nel sottostante tessuto garantendogli un eccellente brodo di coltura.

Il quarto passaggio di questa storia ha riguardato il tubo digerente, dove il collagene idrolizzato ha confermato la sua efficacia in affezioni che vanno dal bruciore di stomaco fino alle ulcere gastriche.

Il passaggio successivo ha riguardato le affezioni ossee, comprendenti artrite reumatoide, artrosi e riparazione delle fratture ossee, dove l’efficacia del collagene idrolizzato è stata nuovamente confermata.

L’ultimo passaggio di questa storia riguarda l’osteoporosi, ma essa richiede una trattazione separata perché è tuttora in corso.

Questa è l’intrigante storia della collagenopatia carenziale, la sindrome causata dalla mancanza di collagene e suscettibile di trattamento mediante il suo idrolizzato. L‘idea di questa nuova entità morbosa è stata per la prima volta avanzata da Sam Shuster partendo dalla correlazione esistente, sotto questo profilo, tra cute e apparato osseo.

La prima descrizione chiara e organica della collagenopatia carenziale è stata effettuata dall’autore di questo articolo e dai suoi collaboratori, a conclusione di un’indagine tenacemente perseguita per diversi decenni. Il primo brevetto è del 1988, il secondo del 1998.

 

Leggi l’articolo completo su: Medici Italia

Medico, cultore della Farmacologia e della Bioetica, ha dedicato l’esistenza alla valorizzazione dei talenti nascosti nella natura e nella Persona umana. Crede nella medicina naturale ed è autore di studi e testi sull’ argomento. Ha realizzato farmaci di rilievo internazionale. Ha sostenuto con borse di studio giovani di talento. Vanta numerosi lavori scientifici, brevetti e trattati. E’ Presidente Onorario di Noopolis e Professore Onorario dell’Università “Sapienza” di Roma e gode della stima della comunità scientifica italiana e internazionale. E’ impegnato col figlio Luca nello sviluppo di un’Azienda farmaceutica fondata sul naturale.

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